Razionale


In Italia si è appena conclusa la prima fase di una Pandemia virale senza precedenti: quale ruolo hanno giocato gli antibiotici nella lotta al COVID-19?  Questa domanda può sembrare a prima vista paradossale. La prescrizione di antibiotici nei primi giorni di una sospetta o accertata polmonite, anche durante un’epidemia a eziologia virale, trova supporto nel non poter escludere l’origine batterica dell’infezione. Nel contesto delle Cure Primarie, in assenza di una rapida diagnosi di certezza di infezione da Sars-Cov-2 spesso non ottenibile nemmeno nel setting ospedaliero, la prescrizione di antibiotici ha verosimilmente determinato un incremento dei tassi di resistenza, già di per sé non irrilevanti in era pre-Covid-19.
È perciò di estrema rilevanza tornare a parlare di appropriatezza prescrittiva e lo faremo proprio nel campo delle infezioni respiratorie considerando l’atto prescrittivo come il risultato finale di un attento calcolo delle probabilità che consta di due momenti ben distinti.
Nel primo ragioneremo sul quadro clinico (segni e sintomi, anamnesi e contesto residenziale) e proveremo a prevedere l’eziologia, a calcolare la probabilità di incontrare uno Streptococcus Pneumoniae piuttosto che uno Pseudomonas Aeruginosa.
Nel secondo step, alla luce degli studi epidemiologici di antibiotico-resistenza Europei e Italiani, individueremo l’antibiotico con il miglior profilo in termini di efficacia e spettro d’azione che possiede la maggiore probabilità di successo a seconda della situazione clinica considerata. In altri termini affronteremo il tema della antibioticoterapia empirica ragionata delle infezioni delle basse vie respiratorie, avvalendoci di una costante interazione fra pubblico e relatori.

Ultime modifiche: mercoledì, 23 settembre 2020, 16:35